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L’impatto del terrorismo sui bambini: come sostenerli a fronte del boom mediatico

Televisioni accese sui canali delle news, internet connesso ai principali siti d’informazione, radio impostate sugli aggiornamenti di cronaca.

Un’ atmosfera di tensione ci porta a cliccare e, cliccare di nuovo, per ottenere più informazioni su ciò che sta accadendo in Europa e nel mondo questi giorni. In modo ingordo, in modo continuo. Le emozioni che circolano sono tristezza e rabbia per le perdite umane, paura per il futuro e impotenza nei confronti di un meccanismo molto più grande. Ci confrontiamo con gli altri, condividiamo stati d’animo e scambiamo idee.

In tutto questo, possiamo non aver considerato degli spettatori silenziosi… i nostri bambini!!! Sono  accanto a noi, ci osservano, come fa ogni figlio, ci ascoltano e sono sintonizzati sulle nostre emozioni. Se per noi l’impatto di simili eventi può essere forte, lo è ancor di più per un bambino, che non ha gli strumenti per capire appieno cosa accade e per riconoscere, gestire ed esplicitare le proprie sensazioni.

Cosa possiamo fare dunque per aiutarli?

Ecco alcuni spunti:

  • Esporli in misura equilibrata ai telegiornali
  • Osservare e cogliere i segnali di stress che possono inviare (agitazione motoria, eloquio rapido, giochi intensi a tema di guerra, timore e paura)
  • Inviare il messaggio che è ok provare un po’ di paura
  • Spiegare che gli eventi di cronaca fanno notizia perché non accadono quotidianamente, è improbabile che un evento del genere si ripeta dove egli vive
  • Invitare a parlarne: con i genitori, gli amici o gli insegnanti. Questi ultimi potrebbero proporre delle lezioni ad hoc utili per capire meglio il fenomeno
  • Spiegare cosa accade in modo semplice e sintetico. Il fatto di non parlarne, oppure dare informazioni frammentarie, può solo aumentare l’ansia del bambino, che si crea fantasie catastrofiche e non sa come mettere insieme i diversi pezzi.
  • Se i bambini hanno difficoltà a dormire, può essere utile mettere una musica rilassante, invitarli a portare a letto oggetti che danno sicurezza, bilanciare le cattive notizie leggendo una bella storia o parlare di qualcosa di positivo prima di dormire.

Se sei preoccupato e pensi possa esserti utile una consulenza mi trovi qui 

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