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Trasferimento all’estero: conseguenze psicologiche, nuove sfide e risorse da utilizzare

Ogni grande cambiamento inizia con una scelta, un bagaglio di aspettative ed un cuore pieno di emozioni diverse.

Quando il futuro si fa presente e il nostro nuovo inizio diventa reale, la sfida è lì che si srotola davanti a noi.

Trasferirsi in un altro paese è un evento di per sé stressante, anche se lo abbiamo desiderato con forza, che comporta una serie di riorganizzazioni e assestamenti.

QUALE PUO’ ESSERE QUINDI L’IMPATTO PSICOLOGICO DI UN TRASFERIMENTO ALL’ESTERO?

Sono due le esperienze che possiamo vivere quando cambiamo paese:  il lutto migratorio e lo shock culturale.

Vediamole singolarmente.

  1. Lutto migratorio: il processo di separazione dal paese d’origine

Quando il trasferimento è definitivo, a un certo punto si deve fare i conti con una separazione oggettiva: da luoghi, relazioni, abitudini, clima, sapori e molto altro.

Per questo motivo non è strano sentire tristezza, senso di perdita, nostalgia, solitudine e rabbia.

Si parla di lutto proprio perché queste emozioni ne scandiscono le diverse fasi.

Da una negazione massiccia (“non è poi cambiato gran che”), si può passare al dolore (“sento una mancanza fortissima”), al risentimento (“perche’ ho cambiato tutto?”) e infine all’accettazione (“ce la sto facendo e sto bene”).

Un’altra emozione frequente è paura di essere dimenticato e di dimenticare i nostri affetti.

Come affrontiamo questo dipenderà da quanto le separazioni sono un tema sensibile per noi, dalle risorse che riusciamo a mettere in campo e dal sostegno che riusciamo ad ottenere.

       2) Shock culturale: la reazione alla diversità

Più il paese ospitante è lontano da ciò che ci è familiare, più sara’ difficile integrare nuovi modelli di relazione, prospettive, usanze.

Lo smarrimento, lo stress emotivo, la perdita di punti di riferimento e l’opposizione possono essere delle risposte iniziali a questa difficoltà.

Non è insolito infatti idealizzare il paese di provenienza e pensare per stereotipi rispetto alla nuova cultura (puoi leggere il post sulla curva dell’adattamento a una nuova cultura qui).

La comprensione, la familiarizzazione e l’adattamento sono processi graduali che richiedono tempo.

CAMBIARE PAESE COMPORTA AFFRONTARE NUMEROSE SFIDE E COGLIERE OPPORTUNITA’

Ciò che fa la differenza in questo viaggio, è l’intravedere possibilità di crescita personale in ogni passo che compiamo.

Di quali sfide e opportunità stiamo parlando?

  • Imparare la lingua: la lingua è il primo strumento importante che dobbiamo imparare ad usare per muoverci in un nuovo paese. Ci consente di entrare in relazione, comunicare e lavorare. Ci regala la possibilità di integrarci e di esprimere la nostra identità.
  • Costruire un nuovo senso di sé: nuovi input, nuove abitudini mentali, nuove relazioni ci danno la spinta per imparare a conoscerci davvero, modificarci e scoprirci nuovi.
  • Creare un’identità culturale diversa: vivere in un nuovo paese non significa abbandonare la propria cultura, come non significa omologarsi a quella locale, ma combinare creativamente le due, per sentirsi appartenenti al vecchio, ma anche inseriti nel nuovo. Sviluppare un senso di integrazione è un processo che richiede impegno e tempo.

Il modo in cui affrontiamo il trasferimento all’estero dipendera’ in gran parte dalle risorse che riusciamo a riconoscere in noi e da come le utilizziamo (conosci quali sono le tue risorse?).

Essendo anche io una espatriata, voglio concludere il post con alcuni spunti utili per affrontare in modo positivo la tua nuova vita:

  • Mantieni alcuni piaceri quotidiani e alcune abitudini inalterate.
  • Porta nel tuo nuovo domicilio oggetti familiari che “sanno di casa”.
  • Considera un animale da compagnia.
  • Combatti l’isolamento cercando eventi aggregativi come aperitivi per espatriati o luoghi d’incontro come bar o associazioni.
  • Esprimi ciò che senti rispetto al trasferimento: scegli persone accoglienti e condividi sia difficoltà che speranze. Confrontarti con persone come te, fungerà da supporto; chiedere a chi già vi è passato, da indicatore per sapere come muoverti.
  • Per orientarti a lavoro chiedi file sull’organizzazione, le linee guida e gli obiettivi dell’azienda.
  • Rispetto alla lingua, focalizzati sulle nuove acquisizioni, non su ciò che devi ancora imparare.
  • Celebra i piccoli successi, dì a te stesso bravo ogni volta. L’incoraggiamento è la base della crescita!

Un abbraccio,

Giulia

Ps. Hai gia’ letto il mio libro “Trasferirsi all’estero, superare le difficolta’ e vivere la vita che vogliamo”?

Se vivi all’estero e stai pensando ad una consulenza su skype in italiano, oppure vivi a Brighton e vuoi un appuntamento mi trovi qui 🙂

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