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Superare l’ansia da terrorismo

La frequenza degli attacchi terroristici ha creato uno stato d’allarme generale. Pertanto oggi mi sento di scrivere il mio contributo, con lo scopo di ritrovare la calma in un momento certamente difficile. Se ti senti in ansia, ecco 7 punti da considerare per gestire la tua preoccupazione:

  1. Prenditi una pausa dai media

Dopo le news quanto ti senti informato? Quanto ti senti impaurito? Per alcuni, conoscere nel dettaglio il problema e avere numerose informazioni è fonte di sicurezza, per altri invece approfondire un accadimento, aggiunge solo preoccupazione. Ognuno possiede il proprio “livello tetto” rispetto alla quantità di informazioni utili. Se hai raggiunto tale livello, riduci per qualche giorno i telegiornali, disattiva temporaneamente le news sul cellulare, nascondi le notifiche delle pagine dei principali giornali o canali che segui. Per un po’ prediligi gli articoli piuttosto che i servizi in tv o i video, poiché sono emotivamente più attivanti.

  1. Poni gli eventi in prospettiva e fai valutazioni realistiche

Elana Newman, docente della Tulsa University, consiglia di fare una “valutazione del rischio”, ovvero utilizzare la statistica per restare con i piedi per terra e tranquillizzarsi. La domanda è: “quanto è probabile che io oggi muoia in un atto terroristico?” “Qual è la causa maggiore di morte?” I motivi più frequenti oggi sono l’infarto, gli incidenti e il diabete. Ridimensionare il rischio, valutarlo in modo realistico mentre camminiamo per strada, può aiutare a calmarci.

  1. Dai senso alle tue emozioni

La sensibilità che avverti in questo momento non è di per sé problematica, ti mostra che hai una morale e che hai a cuore le vicissitudini umane. Continui a sentirti molto turbato? È possibile che la minaccia, la morte, la tragedia abbia una eco e un senso particolare per te considerando la tua storia personale? È possibile che gli eventi attuali facciano da cassa di risonanza alle tue esperienze passate?

  1. Scegli un metodo per rilassarti

Esistono diversi metodi scientificamente validi  per rilassarsi: esercizi di rilassamento profondo, visualizzazioni, meditazione. Il rilassamento profondo consiste nel contrarre e rilassare progressivamente ogni muscolo del corpo, dai piedi alla fronte. Questa tecnica è considerata un antidoto poiché “non si può  essere tesi  e rilassati contemporaneamente. Sono due risposte corporee opposte”.  La seconda tecnica fa riferimento alla visualizzazione di un posto sicuro, nel quale ci sentiamo protetti. Immergerci in questa immagine e muovendoci in essa, aumentiamo il senso di sicurezza e rilassamento. La meditazione infine prevede di portare l’attenzione al respiro oppure al corpo, per aumentare la sensazione di radicamento, presenza, consapevolezza e stabilità. Un altro metodo che personalmente prediligo è camminare nella natura, tra i benefici abbiamo l’abbassamento del livello di cortisolo nel sangue, l’ormone dello stress. Esistono poi molte altre vie per rilassarsi, qual è quella più vicina a te?

  1. Riprenditi la speranza

In Inghilterra la frase di sicurezza nazionale è “accorgiti, segnalalo, risolto”,  fa riferimento alla segnalazione di qualsiasi comportamento sospetto sui mezzi pubblici o in strada. Questo messaggio e la possibilità di agire, aumenta la sensazione di avere un ruolo nella propria sicurezza e in quella sociale. Un altro modo per sentirsi attivi piuttosto che passivi, è il prendere parte ad associazioni di aiuto sociale, per coltivare un senso di costruzione e speranza piuttosto che di impotenza e pessimismo.

  1. Crea connessioni

Se ti senti giù, se hai paura, se sei preoccupato, parlane con chi hai vicino. È importante darti modo di non sentirti solo. Racconta i tuoi stati d’animo, i tuoi valori. Utilizza il senso di unità che scaturisce dalla condivisione comune. La solitudine mentale ed emotiva innesca circoli viziosi negativi per il benessere.  Lo scambio di idee e affetti permette la creazione una comprensione più ampia e del senso di comunità.

  1. Riconosci se l’ansia è limitante

Se ti senti sopraffatto e paralizzato, se ti senti limitato nella quotidianità, considera l’opportunità di parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Se stai pensando di iniziare un percorso di terapia o di consulenza, puoi contattarmi qui

Bibliografia

Elana Newman,  Universal preventive interventions in the context of disasters and terrorism, Child adolescents Psychiatry, 2014

http://health.usnews.com

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