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Homesickness, quando manca casa

La mancanza di casa è un vissuto che possiamo sperimentare sia all’inizio del trasferimento sia dopo anni che siamo partiti. E’ quella sensazione di dispiacere, sofferenza e tristezza che accompagna le immagini mentali che abbiamo dei nostri luoghi più cari.

Nel corso della nostra vita, internalizziamo i vari aspetti della nostra casa, praticamente li facciamo nostri. Associamo ad oggetti, spazi, volti e interazioni, stati d’animo e significati profondi. Inoltre gli elementi dei nostri luoghi diventano parte della nostra identità, perchè danno forma ai nostri comportamenti. Il valore che diamo ai posti familiari dipende in larga parte dagli eventi che sono accaduti lì, quindi cosa è successo che è stato importante e ci ha segnato.

Solitamente ci manca maggiormente casa quando ci sentiamo giù, e questo fatto suggerisce che cerchiamo ricordi passati positivi come antidoto alla tristezza. I ricordi, ci regalano anche senso di continuità rispetto alla nostra esistenza e sicurezza rispetto alla nostra identità. A volte può succedere però che nel pensare al passato, stiamo ancora più male. Questo capita quando facciamo paragoni con la situazione attuale, concentrandoci su ciò che sentiamo di non avere più. Sicuramente ognuno di noi ha bisogno di amore, protezione e sicurezza, e se nel nostro nuovo ambiente non li sentiamo, possiamo iniziare ad avvertire la mancanza della nostra vecchia casa.

Tuttavia la mancanza non è solo legata a ciò che abbiamo alle spalle, ma anche a ciò che ci aspetta davanti. Possiamo avvertire la mancanza infatti, quando cerchiamo un rifugio sicuro durante una situazione di incertezza.

La psicologia, evidenzia quattro aspetti che spiegano la homesickness:

  • Perdita e attaccamento: sentiamo la mancanza di casa perchè ci siamo separati dal nostro contesto e la viviamo come una perdita.
  • Interruzione: stiamo male perchè viviamo una rottura con lo stile di vita precedente.
  • Diminuzione del controllo: ci manca casa perchè nel nuovo contesto ci sentiamo spaesati e poco efficaci nel gestire le difficoltà.
  • Transizione: soffriamo perchè abbiamo perso alcuni ruoli e ancora non abbiamo assunto completamente quelli nuovi.

Secondo le ricerche, per vivere sereni all’estero sembrerebbe importante trasformare il dolore in nostalgia, quindi passare dalla sofferenza per la separazione al ricordo tenero. Questo è possibile attraversando il processo di elaborazione della perdita, che ha molte caratteristiche simili a quelle del lutto.

Aumentare il senso di autoefficacia, è un altro punto molto utile per diminuire i forti momenti di mancanza, infatti più ci sentiamo capaci di gestire le situazioni e di avere in mano le redini della nostra vita, meno avremo bisogno di aggrapparci a sicurezze passate. In concreto per ottenere ciò, è necessario sperimentarsi il più possibile in esperienze nuove, coltivando l’azione, chiedendo aiuto agli altri e continuando a raccogliere informazioni sulla vita e la cultura del nuovo paese.

Infine, è importante prestare attenzione a costruire legami significativi, punti di riferimento e routine familiari, per soddisfare sempre di più il bisogno di amore, protezione e sicurezza, gli elementi che come dicevamo associamo al senso di casa.

Caro lettore, cos’è per te la mancanza? Cosa fai quando la senti? Buon fine settimana 🙂

Bibliografia

Psychology today, 2015 e 2018.

Hack Polay D., When home isn’t home-a study of homesickness and coping strategies among migrant workers and expatriates, Research Gate, 2012.

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