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Le 7 difficoltà delle coppie expat e come superarle

Cambiare Paese con il proprio partner è un’esperienza di coppia come poche ce ne sono.

Ricordo ancora quando io e il mio ragazzo (che nel frattempo è diventato mio marito) eravamo all’aeroporto di Roma in partenza per l’Inghilterra: mano nella mano, commossi, eccitati e con un pò di paura.

Trasferirsi all’estero, vuol dire intraprendere un viaggio interiore di crescita, e quando decidiamo di farlo con il nostro partner, significa in parallelo fare un viaggio di scoperta all’interno della coppia. Perciò come in ogni viaggio possiamo vivere la gioia e l’euforia, così anche le incertezze e i problemi.

Per questo oggi voglio parlarti delle 7 difficoltà di coppia più comuni che ho raccolto nel mio lavoro con gli expat italiani e di come puoi fare per iniziare ad affrontarli.

1 Lo sbilanciamento delle responsabilità

Quando partiamo, spesso solo uno dei due partner ha un lavoro, oppure una volta arrivati, ci sarà comunque uno dei due che lo troverà per primo. Questo può portare a uno sbilanciamento del carico, per cui uno dei due partner sarà più sotto pressione e l’altro probabilmente si sentirà più impotente. E’ quindi importante che il partner sotto sforzo sia sostenuto e che quello con meno responsabilità si senta incoraggiato e trovi il modo per sentirsi partecipe.

2 L’isolamento

Vivere all’estero può voler dire incontrare dei momenti di grande solitudine. Magari non riusciamo a trovare altre coppie con cui frequentarci, oppure più in generale facciamo fatica a fare amicizia. Quello che può succedere è quello che io chiamo “concentrazione dell’affetto” (ne parlo nel mio libro), ovvero dedicare tutte le nostre attenzioni solo al nostro partner. E’ importante che la coppia preveda alcuni spazi individuali, che superi il continuo turnover di amici (anche di questo ne parlo nel capitolo amico che viene amico che va) e che trovi altre coppie con progetti di medio termine simili.

3 La differenza nella gestione dello stress

Una delle difficoltà che possono vivere le coppie all’estero è quella di fare i conti con modi diversi nel gestire lo stress. Ad esempio: uno dei due desidera parlare e l’altro preferisce ignorare il problema. Questo può creare frustrazione e insicurezza. Un modo per superare questa difficoltà è chiedersi apertamente a vicenda: cosa posso fare per alleggerirti nel modo che serve a te? (ad esempio la persona che desidera parlare può rispondere di essere solo ascoltata, l’altro che gestisce lo stress in modo più pragmatico può rispondere che vuole aiuto nel compilare dei moduli o una mano nel fare qualcosa di specifico).

4 La differenza nel vivere il rapporto a distanza con la famiglia

Un tema che può generare attriti è quello relativo alla famiglia di origine: ogni quanto partire e ritornare? Quanto di frequente sentirli? Quanto essere presenti nelle loro vite? Possiamo battibeccare perchè torniamo troppo, oppure perchè non torniamo mai, perchè li chiamiamo in continuazione oppure perchè non li vogliamo sentire. Non è semplice ma come prima cosa è importante rispettare le reazioni del nostro partner, perchè sicuramente ci sono dei motivi profondi per cui ha quella determinata relazione con i suoi familiari. Dopodichè, darsi la libertà di poter vivere separatamente la relazione con la propria famiglia con i modi e i tempi di ciascuno. Se abbiamo dei figli invece, sarà necessario un compromesso.

5 La differenza nell’adattamento

Vivere in maniera diversa la cultura, sentirsi più o meno integrati, essere riusciti oppure no ad adattarsi al nuovo contesto ha un grande impatto sulla vita di coppia. Possiamo infatti vivere con frustrazione se l’altro “sta bene” e “ci è riuscito” e noi no, oppure, se ci sembra che remi contro e che non voglia proprio sentirsi appartenente al nuovo posto. In entrambi i casi questa differenza può essere vissuta con invidia, sofferenza o rabbia. Il primo punto è comprendere come mai per noi è un problema: perchè ci dà così fastidio che lui/lei si sente a casa? Oppure, perchè ci pesa che lui/lei fa a botte con la cultura? Prendiamoci un attimo per pensarci. Cosa ci suggerisce la risposta a queste domande? Ne hai parlato di questo con il tuo lui/la tua lei? Il secondo punto, è confrontarsi sulla scelta di continuare a stare fuori.

6 Il disaccordo sulla decisione di restare

Collegato al punto precedente c’è la messa in dubbio della decisione di vivere all’estero. Abbiamo fatto bene? Siamo contenti? E’ questo quello che vogliamo per il nostro futuro? Oppure magari siamo in aperto disaccordo rispetto al restare. Questo non è per nulla un punto semplice, anzitutto è fondamentale chiarirsi individualmente rispetto ai propri valori e le proprie priorità e chiedersi quanto questi siano in linea con la vita che facciamo ora. A livello di coppia invece la comunicazione deve essere come magari non lo è mai stata: lunga e onesta.

7 Le domande rispetto ai figli

Infine una delle difficoltà delle coppie expat è l’insieme delle domande sulle scelte che riguardano i figli. Li vogliamo? Dove li facciamo? Dove li vogliamo far crescere? Quale educazione gli vogliamo dare? Se ci spostiamo poi gli creiamo problemi? Possono essere molte le domande che magari ci facciamo a cui non sappiamo rispondere, oppure per le quali abbiamo idee diverse. Anche in questo caso i primi passi sono: ascoltare, capire, aprirsi.

Siamo arrivati alla fine di questo post! Abbiamo quindi visto le diverse sfide che le coppie expat possono vivere.

A volte possiamo scoraggiarci di fronte a queste difficoltà e vivere dei periodi molto duri. Allo stesso tempo, affrontare questi problemi ci permette di conoscere meglio i nostri partner, di cercare nuove soluzioni ai conflitti e a capire come recuperare la fiducia di potercela fare insieme.

E tu, come stai vivendo questo tuo”viaggio di coppia”? Ti sei ritrovato in qualche punto oppure ne vivi altri? Come sempre sono in ascolto di chi lo vuole condividere su info@giuliasalerno.com e sui social.

Questo post ti è piaciuto e ti interessa continuare a capire come superare le tue difficoltà all’estero? Iscriviti alla newsletter qui sotto ti manderò anche i prossimi articoli del blog!

Un abbraccio,

Giulia

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