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Trasferirsi all’estero: 10 consigli di una psicoterapeuta per una vita serena

Quest’anno sono sette anni che vivo in Inghilterra e piu’ del solito sto facendo il punto su dove mi trovo emotivamente rispetto alla mia vita all’estero.

Ed e’ da queste riflessioni che nasce questo post: ho voluto raccogliere cio’ che ho imparato e cosa consiglierei alla me di allora che stava per partire!

Sono 10 cose utili da considerare prima di trasferirsi ma che si possono recuperare anche dopo (anzi molti di noi li affrontano proprio in un secondo momento).

Quindi partiamo dalla nona, per arrivare poi secondo me alla piu’ importante!

9. Approfondisci la riflessione sulle tue motivazioni

Appena sei partito, cosa cercavi?

O meglio la domanda che voglio farti e’ un’altra: quale pezzetto di te cercavi?

(ne parlavo qualche tempo fa in newsletter!).

Magari cercavi una versione di te piu’ libera? Una versione di te piu’ indipendente? Una versione di te piu’ amata? Una con meno problemi?

Forse avevi bisogno di sentirti apprezzato? Oppure volevi concederti di essere come sei?

Approfondendo questa riflessione puoi arrivare a capire cosa davvero ti ha spinto a partire, e questo lo puoi usare per darti cio’ che ti serve (o comprendere a che punto sei con te stesso).

8. Coltiva la fiducia

Una delle sensazioni che piu’ mi e’ stata utile coltivare, sia nella fase del trasferimento che nei momenti di incertezza successiva, e’ stata la fiducia.

Ed e’ cio’ che fa la differenza anche per le persone che vedo in terapia.

La fiducia che davanti all’ignoto le cose prenderanno senso, e la fiducia che possiamo affrontarlo.

(ne parlavo anche nel post dedicato all’incertezza).

I momenti di sconforto sono inevitabili, ma ti auguro di ritrovare ogni volta dentro di te la fiducia che ce la puoi fare.

7. Prenditi cura della transizione

Se ti sei trasferito da poco, ti invito a prenderti molta cura di questa fase e a considerare una cosa che puo’ esserti d’aiuto, l’oggetto transizionale.

L’oggetto transizionale e’ un termine creato dallo psicoanalista inglese D.W. Winnicott per descrivere quell’oggetto di conforto che serve ai bambini piccoli per separarsi dalla mamma e per lenire l’angoscia (ad esempio quando devono stare nel lettino da soli), e di solito e’ una copertina o un peluche.

Lo stesso concetto puo’ essere applicato anche agli adulti: nei momenti di separazione puo’ esserci utile un oggetto che ci conforti e che rappresenti per noi qualcosa di familiare e significativo.

Il trasferimento e’ un momento duro e possiamo aiutarci con qualsiasi cosa (anche di piccolo) che ci faccia avvertire quel filo che ci tiene legati a cio’ che ci da’ sicurezza.

Ps. l’oggetto transizionale puo’ essere anche “un rito”, come il preparare la pizza tutti i Venerdi sera!

Io ricordo che all’epoca mi portai dietro le foto stampate dei miei affetti 🙂

6. Sviluppa l’empatia culturale

Quando ci trasferiamo in un nuovo Paese siamo presi da mille cose, soprattutto da aspetti pratici e dal lavoro.

Anche io ricordo che la mia attenzione era rivolta tutta ai miei turni, le consulenze, la scuola di specializzazione e i viaggi di lavoro.

Il rischio pero’ e’ di sottovalutare quell’aspetto che in pratica e’ la chiave d’accesso al senso di appartenenza, ovvero l’empatia culturale.

Questo e’ un consiglio spassionato che darei anche alla me stessa di 7 anni fa, perche’ mi ci sono voluti un paio di anni per dedicarmici davvero.

L’empatia culturale e’ la capacita’ di provare interesse nei confronti degli schemi di pensiero e dei modi di fare di un particolare contesto e di una specifica cultura.

Ha a che fare quindi con la curiosita’, l’impegno e l’avvicinamento emotivo.

Un po’ come con una persona con cui stiamo uscendo, significa interessarci a lei, cercare di capirla e farci coinvolgere.

E come si fa? Trovando la chiave giusta.

La mia di chiave ad esempio fu l’ironia: una pagina comica di facebook (chiamata “very british problems”) che mi aiuto’ ad avvicinarmi alla cultura inglese.

E a te cosa puo’ essere utile per entrare un po’ piu’ dentro la tua cultura adottiva?

(intanto qui trovi il mio post sull’adattamento culturale 🙂 )

5. Nella quotidianita’ segui i tuoi valori

Come dicevo nel punto precedente, durante la fase di transizione, ma anche molto dopo, siamo facilmente assorbiti dalla nostra nuova vita che possiamo andare incontro a squilibri e dimenticarci cosa e’ importante per noi.

Se ad esempio l’amicizia e’ un valore per te, non lasciare che sia relegato solo a qualche volta al mese, ma dagli piu’ spazio.

A volte puo’ essere forte la tendenza a dedicarci prima ad altro, ma nei fatti i nostri valori sono la nostra bussola, e se siamo poco allineati con essi le nostre giornate perdono di significato e possiamo sentirci alla fine smarriti.

(E questo e’ uno dei motivi di base per cui poi a volte mettiamo in discussione la nostra scelta di vivere fuori, perche’ non stiamo piu’ seguendo i nostri valori! Ma questa e’ un’altra storia hehe).

Per cui domandati quali sono i tuoi valori e se li stai seguendo 🙂

4. Dai priorita’ alla costruzione continua di una rete di supporto

Sia a partire dalla mia esperienza lavorativa che personale so che uno dei sentimenti piu’ ricorrenti che un espatriato vive e’ la solitudine e l’isolamento (unito alla nostalgia).

Per questo motivo la costruzione e il mantenimento di una rete sociale soddisfacente deve diventare la tua priorita’, perche’ e’ la base della tua salute mentale💛

Quindi ri-allenati a fare amicizia e cerca spesso occasioni di contatto (finche’ non sarai cintura nera 😂).

Il mio consiglio e’ di creare una rete di supporto mista, ovvero con amici locali (con cui coltivare il senso di appartenenza), amici italiani (con cui coltivare la tua identita’ storica) e amici expat (con cui condividere le tue difficolta’ da espatriato e gustarti l’internazionalita’).

3. Cerca l’equilibrio

Non so se ti e’ mai capitato di imbatterti nel consiglio degli articoli di crescita personale di creare una parola dell’anno che guidi il tuo agire.

Ecco secondo me la parola dell’espatriato (in realta’ di ogni anno lol) puo’ essere equilibrio.

Con molta facilita’ nella nostra vita all’estero possiamo dare troppo spazio al lavoro, alle attenzioni della famiglia d’origine a distanza, alle amicizie sbagliate, agli altri e non a noi, al pensiero e non all’azione, al passato invece che al presente, e cosi’ via.

Quindi per evitare che questi disquilibri diventino un ostacolo per te e una fonte di malessere, puoi chiederti regolarmente: “quanto equilibrio c’e’ in questo aspetto della mia vita?”.

E se serve aggiustare il tiro.

2. Sviluppa le skills per navigare l’incertezza e l’instabilita’ emotiva

La vita all’estero e’ un’avventura fantastica che poche altre esperienze possono comparare, ma allo stesso tempo e’ costellata da incertezze e sfide personali.

E in questi momenti e’ fondamentale il self-care emotivo ❤️

Il self-care emotivo e’ il prestare attenzione alle nostre emozioni e darci cio’ che ci serve (se ti interessa puoi approfondirlo qui).

Significa sviluppare la capacita’ di ascoltarci, coltivare un dialogo positivo interno e soddisfare i nostri bisogni.

Nei momenti difficili abbiamo bisogno di sapere come confortarci, incoraggiarci e ritrovare forza!

Nel mio libro parlo delle 3 ancore della sicurezza che puoi usare nei momenti turbolenti, e ho creato un percorso gratuito via mail per la paura e l’ansia, che se ti serve trovi qui 🙂

1. Chiudi le situazioni irrisolte

Rullo di tamburi, passiamo al punto numero 1!

Cio’ che ho riscontrato praticamente sempre nel mio lavoro che fa una differenza grandissima tra una vita all’estero felice e una infelice, tra una vita all’estero leggera e una pesante, e’: chiudere le situazioni irrisolte.

Chi vive all’estero porta spesso con se’ dei pesi passati: frasi non dette, discussioni non concluse, eventi dolorosi, rancori, sensi di colpa, legami di dipendenza, traumi, rabbia sotterrata..

Qualcosa di rimasto inconcluso o non elaborato (come un cerchio mai chiuso).

Sicuramente possiamo vivere la nostra vita all’estero lo stesso e raggiungere i nostri obiettivi comunque, ma cosi’ e’ piu’ faticoso e piu’ pesante..

..magari facciamo fatica a gestire le nostre emozioni che a volte esplodono;

..a trovare una relazione che ci soddisfi davvero;

..oppure a sentirci sereni la mattina appena svegli.

Quindi, se ancora non sei partito, sapere questo ti offre un grande vantaggio: risolvere questi nodi e partire leggero!

Se invece vivi gia’ da tempo all’estero e te ne stai rendendo conto ora va bene lo stesso 🙂 Puoi decidere adesso di prenderti cura delle tue ferite e affrontare i tuoi irrisolti per ritrovare la tua pace e la tua liberta’.

E ovviamente se ti serve una mano io sono qui 💛

Buona continuazione di vita 🌿

Ti mando un sorriso,

Giulia

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