I divieti che ti dai (e cosa c’entrano con la tua infelicita’)

Ti svelo un segreto.

Dietro ai nostri blocchi, dietro ai nostri dolori fisici, dietro ai nostri momenti di apatia, dietro i nostri momenti di disagio emotivo e infelicita’, spesso, spessissimo, c’è un divieto che ci stiamo dando rispetto a qualcosa.

Praticamente di non fare quello di cui abbiamo profondamente bisogno

Pensaci un attimo, è possibile che dietro a un tuo malessere ci sia un tuo divieto?

A volte questo avviene senza che ce ne rendiamo conto, in modo automatico e inconsapevole. L’unica cosa che vediamo e’ il risultato, l’insoddisfazione e il malessere appunto.

Altre invece, ce lo diciamo espressamente:

“non posso”, “non si fa”, “non va bene”, “non esiste”, “non sarebbe giusto”, “smettila”, “finiscila”, “non sono cosi’”.

Ti capita mai?

Alcune domande per mettere a fuoco alcuni tipi di divieti che magari ti dai, possono essere queste:

quanto ti imponi di essere il partner forte e ti neghi di mostrarti vulnerabile e in difficolta’?

Quanto pretendi da te stesso di essere produttivo e ti neghi di riposare?

Quanto ti neghi le leggerezze perché sono frivole?

Quanto ti neghi di esprimere cio’ che senti perché non e’ poi cosi’ importante?

Quanto ti neghi di godere dei complimenti o di godere nel corpo perché e’ strano?

Quanto ti impedisci di realizzare i tuoi sogni e avere successo perché è meglio volare basso?

Questi divieti suonano tutti come un “questo no perche’ non va bene”.

Ognuno di noi ha i suoi di auto-divieti. Molti li abbiamo imparati a casa, altri al lavoro, altri dalle culture con cui siamo entrati a contatto.

E se anche crediamo che ci servono per sentirci piu’ tranquilli e accettati, allo stesso tempo paghiamo un grosso prezzo nell’imporceli.

Perché diventano un enorme tappo al nostro essere e alla nostra umanita’.

Una censura alle parti libere, che poi soffrono e si sentono sole.

Quei bisogni profondi restano inascoltati, per cui non gli resta che mandare dei segnali disperati ogni tanto (il tuo mal di pancia ad esempio?).

È per questo che mi piace pensare alla stanza online di terapia come una stanza dei permessi. Uno spazio dove aprire la porta al censurato.

Tutte le parti e tutti i bisogni, sono i benvenuti li’ 😊 (anche quelle che percepiamo come brutte, che ti assicuro, non lo sono mai).

E’ uno spazio per capire da dove provengono queste norme, se ci sono utili e se vogliamo ancora portarcele dietro.

Voglio finire questo post con un invito, ogni tanto chieditelo: “sto male perche’ mi sto vietando qualcosa di importante?”.

In quei momenti ti auguro di ribellarti, e fare o dire quello che proprio ti serve.

Ti auguro di darti dei permessi, per sentirti finalmente completo.

Un sorriso,

Giulia

 

{Questo post e’ tratto dalla mia newsletter Sbocciare all’estero dove parlo di lavoro interiore! Se ti e’ piaciuto puoi iscriverti qui, io ti aspetto 🤗}

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giulia salerno

Mi chiamo Giulia, sono psicologa esperta di espatrio e psicoterapeuta. Aiuto gli italiani all’estero e i rimpatriati a superare le difficoltà e vivere la vita che vogliono.

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