Le ansie di tornare in Italia a Natale

Un’esperienza comune che ascolto di solito, e’ l’ansia per chi vive fuori di tornare a casa in Italia per Natale.

Leggevo proprio ieri una ricerca americana che diceva di come questo sia il periodo dell’anno piu’ difficile emotivamente per gli espatriati, e in effetti, mi torna.

Magari quando hai prenotato il biglietto dell’aereo eri contento e pensavi alle cose belle che ti volevi godere in Italia, ma poi piano piano, l’ansia ha preso piede e i soliti pensieri spiacevoli si sono accumulati.

Oppure, eri agitato gia’ nel decidere di partire, combattuto sul da farsi.

Il fatto e’ che, casa tua e la tua famiglia, ti riattivano cose dentro che a volte e’ difficile gestire.

Magari hai paura di finire a litigare come al solito, e di rimanere incastrato in quelle dinamiche che ti fanno male ma che sembrano inevitabilmente immodificabili.

Forse hai timore delle domande invadenti, che ti mettono pressione, ti fanno sentire sbagliato e ti fanno venire voglia di andare via.

Oppure hai paura di tutto che quello che viene dopo, cioe’ del distacco che sentirai quando andrai via di nuovo, e del tempo che ti ci vorra’ per riassestarti.

O semplicemente, ti agita l’immaginare lo stress di fare tutto di corsa, vedere tanta gente e assecondare le aspettative di tutti.

Prendi un respiro.

E’ tanta roba.

Le famiglie, come dice J. Lewis, in un certo modo sono regressive: quando torniamo in famiglia si riattivano i ruoli del passato.

Lui suggerisce di andarci preparati al fatto che ci saranno dei fantasmi, di immaginarseli proprio lì seduti intorno al tavolo, avendo in mente che sono i fantasmi di eventi intensi di una volta, che non hanno voce propria.

E’ importante pero’ pure ricordarci che alcune parti di noi sono nuove, si sono evolute, sono crescite, e questa nostra nuova identita’ esiste, e magari non ne siamo del tutto consapevoli ma verra’ con noi in Italia.

Possiamo sentirci attivati dalle dinamiche passate e scegliere se rispondere in modo diverso, oppure confortarci dopo che accade.

Il conforto e’ il consiglio piu’ importante che voglio darti oggi.

Magari ti stresserai a stare dietro a tante cose, a schivare domande inopportune, a sentire scoperte vecchie ferite, a tollerare lo strappo del rientro.

Ecco in quei momenti, ricordati di confortarti.

Puoi cercarti un momento di tranquillita’ in cui essere solo con te, e ammorbidire le tue fatiche e le tue sofferenze con qualcosa di soothing: un maglione morbido, una coperta calda di termosifone, una passeggiata, una musica che ascolti nella tua vita quotidiana fuori.

Puoi anche pensare se portare un oggetto importante, o un cibo che ti piace, dal Paese dove vivi ora.

L’importante e’ che tu ci sia per te nei momenti frenetici o difficili, e che ti dica “che fatica, mi serve un attimo di conforto”.

Un sorriso,

Giulia

 

 

 

 

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giulia salerno

Mi chiamo Giulia, sono psicologa esperta di espatrio e psicoterapeuta. Aiuto gli italiani all’estero e i rimpatriati a superare le difficoltà e vivere la vita che vogliono.

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