Il rapporto con i genitori vivendo all’estero

Affrontiamo la complessità del rapporto genitori-figli durante l'espatrio, delineando cinque tipologie di relazioni: armoniosa, permeata dal risentimento, distante, basata sull'autonomia e vissuta con ansia e colpa. Ogni tipo riflette diverse dinamiche emotive e di interazione.

“There is no such thing as having the perfect parents. Just real ones”.

Il rapporto con i genitori e’ forse il piu’ intenso e complesso di tutti i rapporti che abbiamo nel corso della nostra esistenza: da quando siamo piccoli e siamo dipendenti, passando per l’adolescenza con le sue rotture di crescita, arrivando all’eta’ adulta dove facciamo bilanci rispetto alla relazione con loro.

Quando ci spostiamo in un altro Paese, secondo me e’ come se si aggiungesse un’ulteriore fase, caratterizzata dalla grande lontananza (fisica, emotiva, mentale e di stile di vita) che puo’ influenzare la percezione che abbiamo del nostro rapporto con loro: magari e’ idealizzato, negativizzato, oppure piu’ chiaro che mai.

A partire dalla mia esperienza da expat e di lavoro con gli espatriati, ho notato ricorrere 5 tipi di rapporto genitori-figli expat che oggi voglio raccontarti! (magari ti ritroverai in uno di questi?):

  1. Armonico: le nostre aspettative e le aspettative dei nostri genitori circa il modo di sentirsi, vedersi e vivere il rapporto, sono allineate e simili. Non dobbiamo faticare molto per sentirci connessi.
  2. Permeato dal risentimento: per quanto la relazione funzioni, ci sono state delle vicende con loro che non riusciamo a farci andare giu’: un esempio e’ che non sono mai venuti a trovarci nel nostro nuovo Paese.
  3. Distante: ci siamo spostati all’estero perche’ volevamo allontanarci dai nostri genitori, perche’ avevamo bisogno di scoprire chi eravamo davvero, essere indipendenti o tirarci fuori da situazioni non piu’ sopportabili (puoi approfondire il taglio emotivo qui).
  4. Basato sull’autonomia: sia noi che i nostri genitori ce la caviamo bene per conto nostro e, nonostante gli alti e bassi della vita e delle vicende familiari, riusciamo a mantenere un legame forte.
  5. Vissuto con ansia e colpa: per noi che viviamo fuori e’ proprio difficile stare tranquilli quando i nostri genitori stanno male o quando ci biasimano per vivere lontano da loro (puoi approfondire quando i genitori invecchiano qui).

A un certo punto della nostra vita d’espatrio, ci troveremo a fare i conti con cosa significano davvero per noi, quali ferite vogliamo perdonargli, e quanto vogliamo vivere pienamente la nostra vita, anche indipendentemente da loro.

Tu a che punto sei?

Un sorriso,

Giulia

 

 

 

 

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giulia salerno

Mi chiamo Giulia, sono psicologa esperta di espatrio e psicoterapeuta. Aiuto gli italiani all’estero e i rimpatriati a superare le difficoltà e vivere la vita che vogliono.

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