Come aiutare il tuo bambino nel trasferimento (parte1)

Se hai aperto questo post, probabilmente hai deciso di trasferirti all’estero con la tua famiglia, o forse sei gia’ li’.

Il passo e’ grande, e sai che lo e’ anche per il tuo bambino (o per i tuoi bambini).

Intanto voglio dirti che il fatto che ti preoccupi ti rende un genitore caring: questa attenzione nei loro confronti e’ importante e non affatto scontata.

Il trasferimento all’estero, per quanto eccitante, e’ uno strappo con la vita precedente e comporta stress e instabilita’, percio’ e’ preziosissimo essere un po’ equipaggiati!

Oggi quindi, voglio condividere con te 5 punti su come puoi aiutare il tuo bambino (o i tuoi bambini) a navigare questo cambiamento ed essere sereni, per quanto possibile.

  1. Sii onesto rispetto a cio’ che accadra’
    A volte siamo tentati ad addolcire le difficolta’ per far stare piu’ tranquilli i nostri bambini, oppure ad omettere proprio alcune cose, ma il risultato puo’ essere l’opposto: se i bambini non capiscono, si creano delle storie (spesso negative) e si agitano. Essere aperti rispetto a cio’ che si e’ deciso e a cosa succedera’ in concreto e’ fondamentale per non far aumentare la loro ansia.
  2. Work as a team
    Affronta il trasferimento e l’adattamento includendo il tuo bambino (o i tuoi bambini) in alcune conversazioni e facendolo partecipare con piccole cose. In questo modo si sentira’ parte del gruppo famigliare, in una parola: appartenente. Questo puo’ essere particolarmente importante in un momento in cui l’appartenenza viene meno (anche per te!).
  3. Non dirgli cosa sentire
    A volte a fin di bene, ci rivolgiamo ai nostri bambini dicendo “non ti preoccupare” “non ti arrabbiare” “non essere triste che e’ tutto ok”. Li vediamo in difficolta’ e li volgiamo incoraggiare, pero’ questo puo’ far passare il messaggio che non va bene che si sentono cosi, quando invece e’ assolutamente appropriato per la situazione che stanno vivendo. Se vedi che non stanno bene, intanto, abbracciali. Se sono arrabbiati non prenderla sul personale. Se sono confusi, rispondi alle loro domande. Puoi aiutarli ad elaborare il cambiamento con dei libri adatti alla loro eta’ (ad esempio: Will I Have a Friend? per 3-6 anni, oppure The Kid in the Red Jacket per 8-11 anni).
  4. Non aspettarti che si adattino e basta
    Spesso sentiamo dire che “i bambini si adattano”, in realta’ a volte piu’ che adattarsi, subiscono. La resilienza non e’ innata, e’ un’abilita’ che si impara. Percio’ e’ importante che attivamente aiuti il tuo bambino nella quotidianita’ a gestire lo stress e  l’incertezza (molto lo imparera’ da te osservandoti). Non devi essere perfetto o super resiliente, ma consapevole e attivo rispetto al benessere famigliare.
  5. Lavora in parallelo su di te
    Quando viviamo lo stress, l’incertezza, e la perdita, puo’ essere difficile aiutare i nostri bambini a vivere le proprie. Siamo presi dai nostri turbini interni, ci sentiamo overwelmed, e le loro emozioni toccano dei tasti sensibili (perche’ ci siamo dentro anche noi). Quindi rischiamo di distaccarci (e lasciarli soli) oppure trascinarli nel nostro vortice. Non e’ facile! Per esserci al meglio per loro, con gentilezza dai ascolto al tuo malessere, sempre.
    (Se vuoi lavorare sull’ansia e l’instabilita’ ma ti serve una mano, puoi dare un’occhiata al mio videocorso Stability).

Spero questi spunti ti possano essere utili, il cambiamento e’ tosto, ma e’ come un seme con tanto potenziale, se ci presti attenzione e ci lavori, la vita cresce.

Qui trovi la parte 2!

Un sorriso,

Giulia

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giulia salerno

Sono Giulia, psicoterapeuta dell’espatrio. Ti aiuto a ritrovare la stabilità se ti senti fuori posto, vivi il dubbio su dove vivere, o le tue relazioni con il partner e la famiglia lontana sono diventate difficili.

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