Come aiutare il tuo bambino nel trasferimento all’estero (parte 2)

Se stai leggendo questo post probabilmente hai letto la parte 1 e ti interessa sapere cosa puoi fare per aiutare tuo figlio in questo cambiamento.

Non e’ facile prendere una grande decisione, soprattutto se abbiamo figli, perche’ sentiamo la responsabilita’ dell’impatto che puo’ avere. Se pero’ siamo consapevoli e attenti a come stiamo, e a come sta la nostra famiglia, le diverse sfide del cambiamento le possiamo superare tutte.

Proseguo quindi qui, la riflessione sugli aspetti importanti che puoi considerare in questo periodo : )

6. Fagli dire addio

Un aspetto spesso trascurato (probabilmente perche’ genera in noi angoscia) e’ il momento dei saluti con amici e parenti. Sebbene tuo figlio li rivedra’, la vita sara’ diversa quindi un saluto simbolico e’ importante, anche perche’ li aiutera’ ad elaborare il dolore, che altrimenti puo’ restare sospeso e indefinito. Organizza una festicciola d’addio, fai scrivere agli amichetti dei bigliettini, fagli salutare la casa. Se sei partito e non l’hai fatto, non ti preoccupare, chiedi a tuo figlio se gli manca casa e ascoltalo, fallo disegnare o fagli vedere le foto familiari.

7. Digli cio’ che restera’ invariato

Siccome il trasferimento e’ uno stravolgimento del conosciuto e all’inizio e’ tutto nuovo, tranquillizza tuo figlio dicendogli le cose che invece non cambieranno: ad esempio i pancakes il sabato, il cartone insieme a colazione, la chiamata ai nonni la domenica. Saranno dei punti di riferimento per lui, delle certezze, oltre che un conforto. Puoi pensare a delle routines, ma anche alle regole che vuoi mantenere.

8. Ricordati della coppia

Nel caos del cambiamento, la coppia puo’ essere l’aspetto su cui investiamo meno, e che quindi puo’ soffrirne. La diamo per scontato perche’ e’ una certezza, pero’ ha bisogno di essere ricordata e rafforzata, specialmente in questi momenti di transizione. Magari uno dei due fa piu’ fatica, oppure l’altro e’ piu’ stressato. Scambiatevi sorrisi e abbracciatevi, tanto. Una coppia unita sara’ di sostegno anche a vostro figlio. Senza pressione pero’, perche’ non sara’ cosi’ tutti giorni, e va bene.

9. Dosa quanto racconti

A volte mi viene chiesto quanto dire, o non dire ai propri figli, e non c’e’ una risposta unica. Sicuramente condividere con loro cosa succede e come stiamo, li aiuta a sentirsi coinvolti e “normali” in cio’ che sentono. Quindi parlagli : )  Al contempo, puo’ essere utile non trascinarli con noi quando siamo molto ansiosi, molto arrabbiati o molto giu’. Quando accade prova a farci caso, prenditi un attimo per te e passato il picco, con piu’ lucidita’ decidi cosa dire a tuo figlio.

10. Mantieni un legame con la vita precedente

I bambini (come anche noi adulti) hanno bisogno di una certa dose di continuita’, percio’ non tagliare netto con la vita di prima: mantieni un legame, che sia con il luogo, le persone, o le tradizioni. Saranno una base sicura per lui (e per tutti voi). C’e’ un libro carino che ho visto online, lo trovi qui, parla dell’Italia: da dove vengono mamma o nonna? Quanto è lontana l’Italia da dove viviamo ora? Cosa faceva il tuo papà da bambino in Italia in estate? Che ne dici del cibo italiano?.

Questo post e’ arrivato alla fine, ti auguro di vivere il piu’ serenamente possibile questa fase di vita, e se ti capita di avere dubbi sulla scelta o sentirti in colpa per i tuoi figli, fai un respiro e concediti/concedetevi tempo.

Tempo per adattarvi, capire, sentire.

Sei un buon genitore.

Un sorriso,

Giulia

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giulia salerno

Sono Giulia, psicoterapeuta dell’espatrio. Ti aiuto a ritrovare la stabilità se ti senti fuori posto, vivi il dubbio su dove vivere, o le tue relazioni con il partner e la famiglia lontana sono diventate difficili.

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