Essere sempre in ansia vuol dire non riuscire a rilassarsi mai, sentire il corpo sempre teso, e vivere un costante senso di allerta.
L’ansia cronica è un peso che ci portiamo dietro e che non riusciamo a buttare via.
Toglie il fiato e toglie pure l’entusiasmo per le cose belle.
Una grande fatica, e a volte, anche un dramma.
Nel corso del tempo ho ascoltato tante persone all’estero che vivevano così, con tanta agitazione e pesantezza.
Perciò oggi voglio raccontarti i 3 motivi più frequenti per cui abbiamo l’ansia, come mai l’ansia diventa cronica, e infine 3 soluzioni per navigarla.
Partiamo dai motivi per cui possiamo vivere l’ansia in espatrio:
- Il senso di colpa
La maggior parte di chi si trova lontano vive almeno una volta del senso di colpa rispetto alla sua famiglia, alla sua scelta di vita o a come si sente emotivamente. Magari ti dispiace che i tuoi genitori invecchiano lontani, che hai fatto una scelta di vita diversa, e che ti senti felice per questo.
L’ansia può segnalarti un conflitto tra il tuo bisogno di indipendenza e il tuo bisogno di legame. - Le preoccupazioni
Le preoccupazioni sono una delle cause principali dell’ansia. Se ti preoccupi spesso (in modo poco utile rispetto al futuro e immaginando solo scenari negativi) è facile che ti “venga” l’ansia.
In questo caso l’ansia è paura, paura di quello che può accadere.
Può essere per delle indecisioni che vivi o delle situazioni incerte che non sai come evolveranno. Ad es. Resto fuori o torno in Italia? E se i miei si ammalano come posso stargli vicino? E se questo lavoro lo perdo? E se mi succede qualcosa come faccio che non mi fido di questo sistema sanitario? - La mancanza di paletti personali
A volte alla base dell’ansia può esserci invece la rabbia, rabbia verso qualcosa a cui non ci ribelliamo.
In questo caso l’ansia ci segnala che qualcosa di importante per noi è stato minacciato e deve essere difeso. Non mettiamo i paletti che ci servono e quindi l’unico modo per auto-segnalarci che qualcosa non va, è con l’ansia.Ad es. Non diciamo di no (o non diciamo di sì) perché in questa cultura “non si fa” e abbiamo paura di come reagirebbero gli altri. Oppure non mettiamo i confini con il nostro partner perché abbiamo paura di restare soli, in un Paese che non è il nostro.
Questi sono tre motivi frequenti per cui possiamo avere l’ansia in espatrio, ti ci ritrovi o ce ne sono altri per te?
Cosa c’e’ sotto la tua ansia: colpa, paura o rabbia?
Ora passiamo al perche’ l’ansia diventa cronica.
L’ansia diventa cronica quando non agiamo.
Percio’ ti lascio 3 spunti su cosa puoi iniziare a fare 💗
- Contempla la possibilità di perdonarti
Perdonati per i dispiaceri che pensi di aver causato ai tuoi, per il supporto che vorresti ma non riesci a dare, per sentirti come ti senti e basta. - Distingui queste due paure
Se sei molto preoccupato, chiediti quanto la tua sia una paura contestuale – quindi legata ad una situazione specifica che vivi e che ti spinge ad agire per risolvere il problema – o quanto sia una paura anticipatoria – che cerca di raggiungere il futuro, che in quanto tale non si può controllare. Questa distinzione ti può aiutare a direzionare le tue energie: risolvere il problema o tranquillizzarti, agire o calmarti. - Dai voce alla rabbia
Ascoltati e cerca di capire perché sei arrabbiato. Quale aspetto importante per te è stato toccato? Cosa vorresti fare? Se il contesto è lavorativo puoi informarti sull’intelligenza culturale, un concetto che ti può aiutare a comprendere la cultura dove sei e a relazionartici in modo sereno. Perché, comunicare in modo da “farti valere” rispettando al contempo la cultura dove sei immerso, è possibile.
Se invece la rabbia è verso il tuo partner o i tuoi amici e hai paura di perderli, puoi iniziare avendo compassione per te: hai una paura profonda che richiede tempo per essere rassicurata.
Ti mando un sorriso,
Giulia




