Se stai leggendo questo post probabilmente ti sei allontanato dai tuoi genitori, e non solo fisicamente, ma anche emotivamente.
Forse ogni volta che tornavi in Italia c’erano gli stessi litigi, oppure erano aggressivi, o ancora, li sentivi distanti e poco interessati a te.
Fatto sta che hai messo distanza.
In inglese allontanamento si dice estrangement, e in latino significa non appartenere alla famiglia. Perche’ in effetti quando ci allontaniamo e’ perche’ non ci sentiamo piu’ parte..
Spesso i genitori fanno fatica a capire perche’ i figli mettono distanza o chiudono improvvisamente i rapporti, perche’ non se ne parla, ma alla base ci sono anni di risentimento accumulato per commenti negativi, occhiatacce, chiamate non ricevute, o incomprensioni.
Non e’ facile essere in nessuna delle due posizioni.
Il fatto e’ che nel tempo con loro hai ripetuto sempre gli stessi circoli, come ad esempio: tu ti mettevi in difensiva, loro ti stuzzicavano per capire, tu ti ritiravi, loro ti criticavano arrabbiati), fino al raggiungimento di un limite..
Ma perche’ questi cicli iniziano?
Spesso per due motivi:
–Differenze nella personalita’:
vediamo il mondo in modo diverso e non ci piace che gli altri nella famiglia siano diversi.
–Ferite di cui non si e’ discusso:
torti, occasioni in cui non ci siamo sentiti capiti o considerati.
Ma quindi dobbiamo convivere col fatto che saremo sempre distanti oppure c’e’ una possibilita’ di ricucire il rapporto?
Nella mia esperienza, prima di tentare di parlarci di nuovo e’ importante che tu guarisca le tue ferite.
Poi, solo in un secondo momento, puoi cercare un confronto.
Quando sarai in pace dentro e non sarai piu’ reattivo.
Forse funzionera’, ti sentirai capito e riceverai delle scuse.
Oppure non accadra’, ma non ti porterai piu’ questi pesi dietro e potrai essere piu’ sereno con gli altri affetti che hai all’estero (invece di innescare i cicli anche con loro).
Perdonare non significa non sentirti piu’ cosi’ o non avere piu’ certi ricordi.
E’ elaborare quello che e’ successo, trovare un po’ di pace e diminuire l’intensita’ di quei ricordi.
Un po’ come una cicatrice, che pero’ non sanguina piu’.
Un abbraccio,
Giulia



