In questo periodo di viaggi e vacanze molti decidono di espatriare, e devo dire che il tema della partenza mi fa sempre riflettere.
Mi e’ capitato spesso di sentire opinioni del tipo “Sta fuggendo dai propri problemi”, “Non gli fa bene scappare”, “Bisogna affrontare i problemi, non andare via”, “Ecco si e’ allontanato da tutto”.
Piu’ che opinioni sono giudizi, qualche volta dati anche dai miei colleghi psicologi/psicoterapeuti ahime’.
Il post del blog di oggi e’ una piccola riflessione controcorrente rispetto a questo, perche’ io non sono d’accordo : )
Ma come, dirai, per te fuggire va bene?
Si, secondo me si. E ora ti spiego perche’.
Fuggire letteralmente significa allontanarsi velocemente da un luogo per evitare un danno.
Di per se’, e’ un meccanismo di difesa. E i meccanismi di difesa sono sani e si attivano per proteggerci.
Ti domanderai, e se scappiamo sempre?
Continuerei a non giudicare, perche’ probabilmente c’e’ qualcosa di traumatico sotto.
Ma torniamo all’atto del fuggire.
Nella mia esperienza, le presone tagliano o cambiano vita quando qualcosa di grosso le ha smosse.
Conflitti non piu’ sopportabili a casa, separazioni, licenziamenti, lutti, fine di una fase di vita.
Quando viviamo situazioni cosi, che sono overwelming e quindi troppo da digerire tutto insieme, si fugge.
Si fugge dalle emozioni sovrastanti, dai pensieri neri, dall’ansia che travolge.
L’adrenalina della partenza anestetizza il malessere e il dolore.
Se e’ troppo quello che viviamo, va bene allontanarci temporaneamente da cio’ che sentiamo.
Ci serve per sopravvivere, e a volte forzarci a stare con emozioni non gestibili crea piu’ danno che altro.
Un secondo punto che voglio toccare collegato a questo, e’ che fuggendo cerchiamo a nostro modo, di elaborare.
Elaborare cio’ che ci e’ successo.
Non si puo’ pretendere da noi persone di elaborare subito tutto insieme e allo stesso modo le cose, soprattutto quelle grandi.
Elaborare vuol dire entrare e uscire quante volte ci serve, da cio’ che viviamo dentro, dargli un senso e farlo nostro.
Inoltre, se viaggiamo o ci trasferiamo tutte le esperienze di vita che facciamo ci confrontano e ci offrono dei messaggi rispetto alla situazione che stiamo allontanando/elaborando nel profondo.
Tutto utile quindi.
Quando riusciremo ad entrare e uscire con sempre piu’ facilita’ da quelle sensazioni, e a sederci con esse con piu’ pace e meno paura, allora il viaggio o il trasferimento, non sara’ piu’ una fuga, ma una scelta di vita.
Un abbraccio,
Giulia




