Sicuro siano problemi d’espatrio?

Due domeniche fa con mio marito decidiamo di andare nel bosco.

Mia figlia si diverte a raccogliere le pigne e io respiro un po’ di aria fresca.

Prima di rientrare a casa passiamo al  supermercato, ed era ghiacciato (e io stavo con una camicetta leggerissima).

Arrivata a casa mi prendono i crampi allo stomaco e i brividi.

Penso: “ecco dovevo coprirmi, il freddo mi ha fatto male alla digestione cavolo”.

Sto male per due orette buone, quindi chiamo mio fratello Paolo (che e’ medico) per spiegargli come sto.

Mentre inizio a parlare, mi rendo conto che mi ero focalizzata sul dettaglio sbagliato, perche’ ripercorrendo la giornata, a colazione avevo mangiato un cornetto alla crema, e non mi era piaciuto molto.

In pratica, capisco che non era stata la situazione direttamente collegata al mal di pancia ad avermi fatto male (il supermercato freddo di 10 minuti prima), ma qualcosa che avevo preso all’inizio della giornata (il cornetto).

Alla fine ho scoperto che non era neanche un’intossicazione alimentare, ma l’influenza portata da mia figlia dall’asilo 3 giorni prima lol.

Ma dove voglio arrivare con questa storia?

Al fatto che spesso le cause dei nostri malesseri non sono contestuali (legate a cio’ che sta succedendo ora/ o e’ successo poco fa), ma sono precedenti, e bisogna quindi andarle a cercare indietro.

Questo e’ cio’ che vedo spesso negli espatriati, che si spiegano tanti malesseri (solo) con l’espatrio, quando magari sono legati alla loro storia personale passata.

Magari si sentono soli e pensano sia dovuto alle persone “diverse” con cui non riescono a legare, e invece hanno delle ferite di sfiducia e rifiuto che si portano dietro da tempo.

Oppure sono bloccati nel decidere se restare o tornare e restano nel limbo per anni, quando magari il problema e’ precedente legato alla mancanza di senso d’appartenenza, insicurezza nel fare le scelte ecc.

(Io stessa anni fa mi resi conto che la solitudine che vivevo era molto piu’ antica di quel momento, era legata a due eventi passati che avevo vissuto e che tornavano a galla).

Ma torniamo a te, puoi usare la riflessione di questo post per chiederti: “Sicuro che il malessere che sento adesso dipende dall’essere espatriato? Puo’ essere una vecchia ferita che e’ stata toccata e che fa male?”

La risposta a volte la troverai, a volte no.

Se ti serve un aiuto, io sono qui : )

Un abbraccio,

Giulia

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giulia salerno

Sono Giulia, psicoterapeuta dell’espatrio. Ti aiuto a ritrovare la stabilità se ti senti fuori posto, vivi il dubbio su dove vivere, o le tue relazioni con il partner e la famiglia lontana sono diventate difficili.

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