Autenticità all’estero: puoi essere te stesso E adattarti a una nuova cultura?

E’ possibile essere noi stessi in un contesto culturale diverso?

Tutti sappiamo quanto sia importante adattarsi alle norme sociali e culturali del nostro nuovo Paese per sentirci appartenenti, radicati e piu’ sicuri. Senza questo infatti, ci sentiamo distanti, vuoti e isolati.

Ma questo come si coniuga col bisogno profondo di essere noi  stessi?

E’ proprio qui che si crea il conflitto, da questa dicotomia: o sono me stesso, o non sono me stesso.

Spoiler: sei sempre tu.

Ci e’ sempre stato detto che se non siamo noi stessi ci stiamo facendo un torto (non fraintendermi, io sono la sostenitrice n.1 dell’esprimere chi siamo davvero), pero’ l’autenticita’ và di pari passo alla sensazione di sicurezza, e a volte e’ protettivo non mostrare tutto agli altri.

Allora come facciamo a capire se siamo autentici davvero nella nostra vita all’estero?

In tre modi:

1.Se siamo fedeli a una versione di noi stessi

2.Se facciamo scelte quotidiane basate sui nostri valori

3.Se consentiamo a noi stessi di evolverci

Questi tre criteri ci dicono una cosa importante: l’autenticità non richiede di essere la stessa persona in ogni circostanza. Ci permette di avere più versioni di noi stessi, e questo per chi vive all’estero, è una distinzione che cambia tutto.

Se ci facciamo guidare dai nostri valori (dobbiamo renderci conto di quali sono ovviamente), ci sentiremo comunque congruenti, interi e in pace con noi.

In quest’ottica, selezionare quali parti di noi mostrare e quali no, non significa essere falsi, ma seguire e rispettare la nostra sensazione di essere safe con gli altri, di seguire la nostra bussola interna, e sperimentarci anche in modi nuovi.

Una mia paziente dopo anni in Germania, mi diceva che non riusciva ad essere se stessa e che si sentiva falsa. Al lavoro era precisa, strategica e distaccata, mentre con la famiglia in videochiamata era presente, calorosa e “scialla”.

Quando abbiamo esplorato i suoi valori abbiamo scoperto che entrambe le versioni venivano dallo stesso posto: la cura per le persone intorno a lei.

Era autentica in entrambi i contesti, solo in modi diversi.

Con la terapia ha anche messo a fuoco che era cambiata, era intraprendente, “tosta”, non più una ragazza, ma una donna.

Le era servito un “update dell’ identità” come lo chiamo io.

La vita all’estero infatti ti cambia, e permetterti di essere diverso da come eri non è tradire te stesso. È il terzo modo per restare autentico.

Quello quindi che ho riscontrato da expat e lavorando con italiani espatriati, e’ che quando maturiamo la chiarezza su chi siamo e diventiamo abbastanza sicuri dentro, le “modifiche” e gli adattamenti temporanei non li viviamo più come minacce all’identità.

Tu che cosa ne pensi?

Intanto ti lascio qui alcune domande per continuare a riflettere:

 -Quando ti senti autentico? (Immaginati proprio la scena concreta).

 -Quanto ti concedi di essere in modi diversi dal solito?

 -Prendi un tuo valore importante e pensa come puo’ avere espressioni diverse nelle due culture, ma essere comunque un tuo punto di riferimento.

Se questo tema ti risuona, continua a seguirmi su Instagram, anche lì parliamo di identità expat, appartenenza e dubbi su dove vivere.

Ti mando un sorriso : )

Giulia

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giulia salerno

Sono Giulia, psicoterapeuta dell’espatrio. Ti aiuto a ritrovare la stabilità se ti senti fuori posto, vivi il dubbio su dove vivere, o le tue relazioni con il partner e la famiglia lontana sono diventate difficili.

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