Parlavi al telefono con una tua amica italiana e una parola proprio non ti veniva.
Eri in Italia in vacanza, e l’inglese (o il tedesco, o il francese) si infilava da solo nelle tue frasi.
Ti hanno fatto notare che il messaggio che avevi scritto era “strano”.
Sorridi ogni volta, però ti chiedi pure: sto perdendo davvero l’italiano?
No, non lo stai perdendo, è un meccanismo che si attiva. Te lo racconto in questo post!
Language Attrition
Quello che stai vivendo è un fenomeno conosciuto e studiato: in italiano potremmo chiamarla “erosione linguistica”, una sorta di perdita graduale di competenza in una lingua, dovuta al non uso, interferenza o immersione in un’altra lingua.
Ma perché succede?
Perché il cervello riorganizza le priorità: usa di più quello che serve ogni giorno e mette in secondo piano quello che usa meno.
Quindi non sono le parole che sono sparite, sono solo a una profondità diversa, e in quel momento sono meno accessibili.
Ha senso se ci pensi: quando vivi in un’altra lingua, per funzionare bene al lavoro, al supermercato, con gli amici, il cervello deve tenere l’italiano un po’ in disparte, altrimenti le due lingue si accavallerebbero di continuo.
È un meccanismo di efficienza: inibisce quella che in quel momento non ti serve.
Perché dispiace
E qui arriviamo al punto vero, quello per cui probabilmente questo fenomeno ti tocca tanto.
La lingua non è solo uno strumento per comunicare: è’ identità, è appartenenza.
È la voce con cui hai litigato, amato, pregato, riso da bambino. Quindi quando l’italiano si inceppa, ti sembra di perdere il filo di chi sei.
Tanti pazienti me la descrivono così: sentirsi frammentati tra le lingue, come se nessuna riuscisse e contenerli per intero.
Se ti riconosci, voglio dirti una cosa: non è un difetto da correggere.
E’ che dentro di te ci sono parti diverse, cresciute in età e contesti diversi.
Quindi non stai perdendo l’italiano, ma fai più fatica ad accedere a quel registro. Sembra una sfumatura, ma è la differenza tra una perdita e un ingorgo.
Cosa puoi fare
Ci sono due cose che puoi fare se vuoi, una più pratica, una più emotiva : )
L’italiano risponde all’uso, quindi leggere, ascoltare podcast, parlare più spesso in italiano, sono le occasioni in cui quelle parole cambiano profondità e tornano in superficie.
Se il punto per te non è solo “mi sfuggono le parole” ma “non so più chi sono/chi ero” puoi pensare di lavorarci: questo è il cuore del mio percorso identità e appartenenza, dove diamo spazio a tutte le parti di te, senza scegliere quella più “vera” o più “ufficiale adesso”.
Se vuoi raccontarmi la tua esperienza e saperne di più sul percorso, prenota una call gratuita di 15 minuti con me!
Ps. Conosci qualcuno che vive la stessa cosa? Mandagli questo post, magari smette di restarci male o rimproverarsi 😊
Un sorriso,
Giulia




